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10 Giugno 2010
LUNEDI' 13 SETTEMBRE ALLE ORE 11,30 AL TEATRO DEHON
CONFERENZA STAMPA PER L'APERTURA DELLA STAGIONE TEATRALE 2010-2011.
INGRESSO LIBERO
La stagione del TEATRO DEHON 2010-2011 è ON-LINE.
Gli abbonamenti si possono acquistare tutti i giorni dalle ore 15 alle ore 19 presso il teatro Dehon - Via Libia, 59 da lunedì 13 settembre.
Da venerdì 29 a domenica 31 Ottobre 2010
Grande inaugurazione
della stagione
Compagnia
GLAUCO MAURI e ROBERTO STURNO
L'INGANNO
di Anthony Shaffer
traduzione e adattamento Glauco Mauri
con Glauco Mauri, Roberto Sturno
scene Giuliano Spinelli
costumi Simona Morresi
musiche Germano Mazzocchetti
regia Glauco Mauri
Raffinato e grottesco thriller psicologico giocato sul contrasto tra verità e menzogna, L’INGANNO è tratto da Sleuth (Il segugio) scritto da Anthony Shaffer nel 1969 e vincitore del prestigioso Tony Award nel 1971 per la migliore commedia dell’anno. La prima teatrale della commedia fu a Londra nel 1970 e, successivamente, la pièce debuttò al Broadway: nella città di New York rimase in scena per ben 4 anni, mentre a Londra le repliche si protrassero per 8 anni. Tuttora lo spettacolo viene replicato nei maggiori teatri del mondo. Il testo ebbe un tale successo che fu adattato ben due volte per il cinema e in Italia uscì con il titolo Gli insospettabili. Nel 1972 Joseph L. Mankiewicz diresse Laurence Olivier e Michael Caine; nel 2007 Kenneth Branagh firmò un remake sceneggiato da Harold Pinter, con Michael Caine e Jude Law protagonisti. Qual è il motivo di tanto gradimento? Shaffer certamente mette in mostra nel testo tutta la sua abilità di sceneggiatore di gialli: rilevanti le sue collaborazioni con Alfred Hitchcock e numerosi gli adattamenti per lo schermo di alcuni romanzi di Agatha Christie. Ma c’è qualcosa di più nel fascino di questa commedia: ironia, dramma, gioco, comicità e sorprendenti colpi di scena creano un’atmosfera di grande tensione drammaturgica, che il Mauri regista ha assecondato ed esaltato anche con invenzioni scenografiche particolari. In scena un ping-pong dialettico, un match all’ultimo sangue tra un famoso scrittore di gialli, chiuso in una lussuosa casa-giocattolo dai mille trabocchetti, e il giovane amante della moglie frivola e vanesia. Il rapporto tra Andrew e Milo è grottesco, alla risata si risponde con un graffio, al graffio si sostituisce improvvisamente la tenerezza, l’emozione. I due giocano a ingannarsi, a ferirsi nei sentimenti più intimi, in un duello serrato ed aspro che spesso sfocia in farsa feroce e che, spiazzando continuamente lo spettatore, lo spinge a cercare la “verità” in ciò che vede.