Revolyutsiya

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  • Fuori abbonamento

    Associazione Culturale Liberty
    Marco Cavicchioli


    REVOLYUTSIYA
    ideato da Marco Cavicchioli
    testi di Andrea Schianchi
    drammaturgia di M. Cavicchioli e B. Stori
    musiche di Irene Elena
    scenografia di Teatro Agricolo - aiuto regia Gabriele Zagnoni
    regia di BRUNO STORI
    e con IRENE ELENA alla chitarra



    QUANDO: 4 Aprile 2020, ore 21

     

    Biglietti acquistabili online sul circuito vivaticket logo nuovo
    e presso la biglietteria del teatro

    PREZZI  
    € 23,00       Intero + € 2.00  di prevendita
    € 20,00  Ridotto (tutte le riduzioni) + € 1.00  di prevendita
    € 13.00  Riduzioni speciali: abbonati, under 18 e comuni convenzionati + € 1.00 di prevendita 
  • Dopo OMBRE ROSSE e BANDITEN, scritti per me da un manipolo di bravi scrittori italiani ( Carlo Lucarelli, Marcello Fois, Mauro Covacich, Massimo Carlotto, Francesco Piccolo, Michele Serra, Andrea Schianchi, Paolo Rossi, Paolo Nori, Ivan Cotroneo, Aldo Nove), arriva.REVOLYUTSIYA, l’ultimo capitolo della mia RED TRILOGY dedicata ai milioni di persone che credettero e lottarono per realizzare la più grande utopia del ‘900.
    Ideato da me, scritto da Andrea Schianchi e diretto da Bruno Stori, col quale ho anche organizzato la partitura drammaturgica si avvale delle musiche di Irene Elena ispirate ai canti storici dell’epoca, rielaborati ed eseguiti in scena.
     Lo spettacolo è dedicato, in gran parte, alla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, o meglio alla prima folgorante.fiammata, a quei giorni che sconvolsero il mondo e che accesero un entusiasmo globale senza precedenti tra le masse di tutti i continenti.
     Lo spettacolo non porta in scena una riflessione critica o storica degli eventi, ne tantomeno nostalgica, ma una favola contemporanea che vira, a tratti, all’umor nero, cercando di narrare/agire quella scintilla iniziale da una prospettiva particolare.
    Attraverso il corpo e la voce rivivranno tutti i Bolscevichi che guidarono l’impresa: Lenin, Trotsky, Molotov, Stalin, Aleksandra Killontaji, l’anarchico Machno e tutti gli altri, insieme uniti dalla scia di un grande sogno, ma presto divisi da linee politiche divergenti. 
    Io darò corpo e voce a Remo Guidotti, personaggio “multiplo", affetto da D.D.I. (Disturbo Dissociativo di Identità). Uno nato ‘sfigato' da subito. Bolognese di nascita, orfano di genitori comunisti, da giovanissimo è stato per anni al Manicomio Roncati di Bologna perché credeva di essere Yurij Gagarin, il grande cosmonauta russo; uscito smarrito e solo, dopo la chiusura dei manicomi con l’approvazione della legge Basaglia, è andato a vivere coi nonni materni, la compagna Emma e il compagno “Pepo", leggendario partigiano di Cavriago. E proprio a Cavriago ha raggiunto “l'Illuminazione Comunista", all’ombra della statua di Lenin, che troneggia tuttora nella piazza. 
    Remo è cresciuto attraverso I racconti di nonno Pepo, che a 17  anni andò in Russia a combattere a fianco dei Bolscevichi. 
     Ma per Remo Guidotti la tragedia vera scoppiò nel 1989, il 12 ottobre, quando, alla Bolognina, Achille Occhetto sciolse il glorioso P.C.I., procurando a nonno Pepo un infarto. Fatale.
    Per Remo fu un trauma, restò di nuovo solo e depresso, crollando nei labirinti della dissociazione. Scopre che in lui “vivono" e si materializzano I protagonisti della Rivoluzione.
    Bolscevica, ed “escono fuori" nei momenti più impensabili. Ma tutto questo lo entusiasma, lo scuote.e lo fa sentire meno solo. 
    Con lui in scena, o, meglio, in “piazza” c’è sempre Emma una musicista busker che suona accompagnandolo nelle sue escursioni mentali e nei suoi deliri pan/socialisti. Scopriremo che lui è in contatto radio permanente con la Lubianka, dove si decide tutto, e che annuncerà che sta per arrivare a Cavriago un pullmann con dentro tutti i capi Bolscevichi e che hanno scelto lui come ambasciatore di una nuova rivoluzione.
    Tutto il resto è teatro: narrativo, politico, comico, tragico e di memoria storica. 
    Su tutto aleggia il grande busto di Lenin realizzato con materiali poveri dal Teatro Agricolo.
    (M.Cavicchioli)
     

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