INNAMORATI di Carlo Goldoni

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  • Abb. Prosa Venerdì | 5 spettacoli
    Abb. Prosa Sabato e Domenica | 6 spettacoli

    Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano

    Davide Lorenzo Palla in

    INNAMORATI
    di Carlo Goldoni
    Regia Riccardo Mallus

    Con Irene Timpanaro, Giacomo Stallone e Tiziano Cannas Aghedu

    Musiche Tiziano Cannas Aghedu
    Scenografia Guido Buganza
    Costumi Rosa Mariotti
    Disegno luci Salvo Manganaro
    Aiuto regia Dafne Niglio
    Adattamento Riccardo Mallus e Davide Lorenzo Palla
    Produzione Teatro Carcano


    QUANDO:
    Da venerdì 10 a domenica 12 dicembre 2021
    Feriali ore 21, domenica ore 16

    In ottemperanza alle indicazioni ministeriali, consigliamo gli
    spettatori di munirsi di biglietto mediante la rete di vendita on-line Vivaticket.

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    PREZZI  
    € 26,00        Intero + € 2,00 di prevendita
    € 22,00   Ridotto (tutte le riduzioni) + € 2,00  di prevendita
    € 14,00  Prezzo speciale: abbonati 19/20, comuni convenzionati, under18, Card Cultura + € 1,00 prev.

    Card Cultura

  • Davide Lorenzo Palla si è guadagnato larga fama e ancor maggiore simpatia come Ideatore, organizzatore, promotore, primo attore, insomma, anima e corpo di Tournée da bar, sua innovativa e celebrata creatura di promozione culturale nata con l’obiettivo di portare il teatro tra la gente, in luoghi informali e insoliti come i bar e i locali, a Milano e fuori.

    Specialista in agilissimi allestimenti shakespeariani in stile one-man-show, Palla ora si lancia in un’avventura teatrale non più in solitaria affrontando uno dei capolavori di Carlo Goldoni, Gl’Innamorati, ribattezzato INNAMORATI, sotto il cappello produttivo del Teatro Carcano di Milano.

    In scena vediamo una sparuta compagnia teatrale alle prese con la storia di Eugenia e Fulgenzio, i due giovani innamorati che Goldoni crea troppo gelosi per non litigare. L’istrionico capocomico guida gli attori, e con loro gli spettatori, all’interno della vicenda, e cerca di tenere a bada i due giovani e bizzosi attori protagonisti troppo legati ai rispettivi personaggi per lasciarsi guidare e dirigere sulla scena. Il pubblico scoprirà così una storia d’amore molto più sfaccettata di quel che sembra, dietro la quale si nascondono tensioni che trascendono l’amore romantico e la commedia goldoniana.

    In un crescendo di gelosie, comicità, litigi, musica dal vivo, scene riuscite e scene fallite, lo spettacolo andrà svelando poco alla volta quel che si cela dietro la vicenda: due giovani molto più vicini al nostro tempo di quel che pensiamo; due giovani che pur appartenendo al tanto nominato “ceto medio” non possono ancora ambire all’indipendenza economica e quindi decidere autonomamente di formare una famiglia; due giovani pressati dalle circostanze che in preda alla gelosia, alla rabbia o alla paura cedono all’impulso di ferirsi, contraddicendo la sbandierata profondità dei loro sentimenti; due giovani che, tra pochi alti e molti bassi, impareranno dalle loro “disavventure” che l’amore non basta a se stesso ed anzi è parecchio difficile.

    Note di regia

    Spesso le relazioni romantiche sono cartine al tornasole del contesto sociale nel quale nascono. L’innamoramento che sboccia, cresce e lega due innamorati, per quanto puro non può essere libero dall’influenza che il contesto esercita su di loro, non può essere libero da ciò che vivono quotidianamente, da ciò che possono e non possono, dal loro ceto sociale, dalle loro possibilità economiche.

    L’amore, per quanto forte, non basta a sé stesso, ed anzi spesso si trova a lottare contro nemici inaspettati, e ci sono esempi illustri di questo nella tradizione: Romeo e Giulietta, Orfeo e Euridice, Elena ed Astrov, Paolo e Francesca, fino ad arrivare ai nostri Innamorati goldoniani: Eugenia e Fulgenzio.
    Ciò che l’amore lega può essere messo sotto attacco dal mondo intorno, anche se questo attacco non è immediatamente visibile, come nel caso dei nostri protagonisti: messi sotto assedio da tensioni esterne, nascoste, comiche - è vero - ma non per questo meno velenose.

    Ed è proprio in quest’invisibilità, in questo manifestarsi sotto traccia, che queste tensioni acquistano contemporaneità e iniziano a risuonare con le tensioni che assediano noi, donne e uomini d’oggi: tensioni a cui spesso non siamo in grado di dare volto, di cui sentiamo la pressione ma di cui non riconosciamo l’origine, tensioni che arrivano sì dal mondo intorno, dal contesto nel quale siamo immersi, ma che noi facciamo nostre, traducendole nei nostri comportamenti, nelle nostre difficoltà relazionali, nelle nostre piccole e ingenue meschinità.

    Come Eugenia e Fulgenzio siamo anche noi spesso vittime e interpreti di tensioni esterne, nascoste, a volte comiche - è vero - ma ugualmente non meno velenose; e forse, per questo, possiamo accogliere l’invito del grande veneziano a “rider di loro per far sì che non si abbia a rider di noi”: a riconoscere ciò che non funziona fuori da noi per aggiustare, almeno un poco, quello che non funziona dentro di noi.

    Riccardo Mallus

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