GIACOBAZZI&PIZZOCCHI e PANPERS: le nuove date

GIACOBAZZI&PIZZOCCHI: 11 e 12 MAGGIO 2022
PANPERS: 26 FEBBRAIO 2022

I possessori del titoli d’ingresso precedentemente acquistati per gli spettacoli
GIACOBAZZI&PIZZOCCHI e PANPERS del 2020 potranno partecipare agli spettacoli riprogrammati nel 2022.

Per accedere al Teatro è necessario presentare il titolo d’ingresso precedentemente acquistato.
Sarà mantenuto lo stesso posto riportato sul titolo dell'anno 2020.


 

Un Maestro del teatro: Luciano Leonesi

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Un anno feroce, questo 2021. Un anno da dimenticare, che dopo essersi preannunciato in tutta la sua asprezza privandoci di Guido Ferrarini, ha voluto – prima di terminare il suo corso – portarsi via anche Luciano Leonesi. Kunstbruderschaft e Todbruderschaft, avrebbero detto i tedeschi (quelli di Hegel, per carità!, ché altri tedeschi Leonesi proprio non li poteva soffrire).

Mi è difficile anche solo pensare di poter parlare di lui al passato, dato che per tutta la mia vita Luciano ha rappresentato un punto di riferimento artistico ed umano imprescindibile: egli è stato nientemeno che il Maestro di mio padre, e quindi, sia pure indirettamente, anche il mio; tanto che ancora mi capita spesso, nel corso di qualche prova o dovendo affrontare la scena “difficoltosa” in un nuovo allestimento, di ritrovarmi a scorgere nella realizzazione che prende forma sul palco qualche elemento dell’estetica o della registica di Leonesi.

Quantomeno in città, l’avventura umana e politica di Leonesi è nota, tanto che il Comune di Bologna, grazie all’interessamento dell’allora sindaco Sergio Cofferati, in un sussulto di gratitudine – o di cattiva coscienza, ma le due cose in questa città spesso si confondono - lo insignì dell’onorificenza più prestigiosa, il Nettuno d’Oro; in quell’occasione, nientemeno che il premio Nobel Dario Fo (che di Luciano era amico ed estimatore sin dagli anni sessanta, sino a cercare, sfortunatamente senza successo, di cooptarlo per la creazione di una compagnia di giro nazionale che operasse nel circuito “off”) ebbe ad inviare uno scritto che si chiudeva più o meno così: “Non aggiungo altre parole: dategli un palco, e ci penserà Leonesi a trovarne anche per me”. Sintetico ed incisivo, come si addice ad un genio, ma anche assolutamente aderente al personaggio che si proponeva di descrivere.

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CAPODANNO A TEATRO

Il 31 Dicembre al Teatro Dehon con "Flower Power" e al Teatro Tivoli con "Veleno per topi".

Capodanno cop

Al Teatro Dehon e al Teatro Tivoli tornano gli spettacoli di capodanno!
Biglietti in vendita su Vivaticket, presso la biglietteria del Teatro Dehon. Orari: dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19.

Presso il Teatro Dehon, via Libia 59

Venerdì 31 dicembre ore 20.00
Compagnia Teatroaperto / Teatro Dehon
in
FLOWER POWER
di Piero Ferrarini

Alla fine deli anni '60 una giovane coppia di San Francisco, lei casalinga e lui professore precario di chimica, finiranno nei guai con il solo intento di fare qualche soldo in più per arrivare a fine mese.
I compagni di viaggio di questa psichedelicae bizzarra avventura saranno l'amico professore di filosfia, il capo di una banda di motociclisti, una giovanissima tossicodipendente e un reverendo congregazionalista votato più al whisky che non al servizio divino.

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Flower power loc cop


Presso il Teatro Tivoli, via Massarenti 418

Venerdì 31 dicembre ore 20.00
Compagnia La Ragnatela
in
VELENO PER TOPI
(VLAGGN PR I PONDIG)
di Antonella Zucchini

Spettacolo in dialetto bolognese

La vita di Ottavio è proprio un inferno: i topi in casa, le continue vessazioni della moglie bisbetica, i figli fannulloni... Ottavio è ormai pronto a rassegnarsi, quando il consiglio di un amico d'infanzia gli apre gli occhi per fargli vedere come poter rimediare "dolcemente" ai suoi problemi.
Ma non tutto va come deve andare e tra esilaranti equivoci e strampalati malintesi, si troverà comunque il modo per sistemare le cose!

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Veleno per topi cop

 

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GHOST LIGHTS

Stagione Settembre - Dicembre 2021.

Teatro Dehon pallini cop

Nei Teatri dei paesi di lingua anglosassone esiste una curiosa tradizione, in Italia sconosciuta ai più: quella di lasciare accesa al centro del palcoscenico una piccola lampada anche durante i periodi di chiusura; tale minuscola, flebile luce, destinata a costituire un punto di riferimento per quanti - attori o tecnici - si trovino a doversi muovere nell'oscurità della sala vuota viene significativamente sotto il nome di ghost light (fuoco fatuo).

Le origini di tale consuetudine non sono però da ricercarsi esclusivamente in ragioni d'ordine pratico. Fedeli alla propria radice romanticheggiante, i pronipoti di Shakespeare ritengono necessario fornire agli spettri che frequentano il palco nelle ore di inattività - e che si ritiene portino fortuna agli attori in carne ed ossa - un piccolo confort; un supporto al Teatro dei Fantasmi, al teatro degli Invisibili insomma.

Durante la lunga notte della pandemia, la tradizione delle ghost lights è stata rivivificata in chiave attuale, quale buon auspicio per la riapertura delle sale; teatri di primo piano, quali la Sidney Opera House ed il Roslyn Packer Theatre in Australia, la Royal Alexandra in Canada, gli statunitensi Broadway Palm e Sugden Theatre, oltre al Teatro Nazionale Finlandese, hanno installato e mantenuto in vita questi meravigliosi fuochi fatui.

Simboli discreti e raffinati, che esprimono meglio di certe interminabili e dottissime dissertazioni l'immensa carica poetica ed immaginifica connaturata al Teatro: alla sua pratica come ai suoi luoghi; alle sue arcaiche e misteriose radici; alla sua capacità di attualizzare il mito, restituendolo agli Uomini.

Riportare la luce, essere luce, costituisce oggi il prometeico dovere morale, l'imperativo assoluto che sottende l'esercizio dell'attività teatrale. Contribuire a ricostruire il tessuto delle relazioni sociali, danneggiato dai tremendi lockdown che si sono susseguiti in questi anni difficili rappresenta l'obiettivo primo che tutti gli operatori del settore, dai guitti del Teatro di strada sino ai Sovrintendenti delle grandi Fondazioni pubbliche, devono incrollabilmente perseguire. Solo così la Società tutta - e di conseguenza l'Arte, che di essa rappresenta l'Anima - potrà ricostruire sulle molte macerie, morali ancor prima che materiali, seminate dietro di sé dall'epidemia.

Non è casuale, da parte nostra, aver voluto rappresentare tale intendimento in forma concreta, riprendendo la tradizione delle ghost lights sia mediante il rinnovo dello storico pannello che affaccia su via Libia, sia con l'installazione di una nuova insegna nel più classico Broadway-style, composta da oltre 150 lampadine. Nel corso del lungo periodo di (forzata) chiusura, abbiamo infatti lavorato incessantemente per presentarci all'inizio della stagione 2021 nel migliore dei modi: benché non richiesto dalle normative attuali, è stato messo a punto un impianto di sanificazione con sistema bi-zona (Sano-O3 Puro-UVc), per garantire la massima sicurezza in sala degli spettatori e degli attori.

Per quanto attiene i caratteri artistici della stagione teatrale 2021 (per il momento limitata ai soli mesi autunnali settembre - fine dicembre, a causa delle difficoltà che ancora permangono nel campo del mercato di settore), è importante segnalare come il principale investimento sia compiuto sulle produzioni della Compagnia Teatroaperto, che porta in scena ben tre spettacoli: una ripresa ("Niente è come sembra", già apprezzato dal pubblico di Bologna e Milano, ma costantemente richiesto); il recupero di un titolo le cui repliche sono state interrotte causa Covid ("Flower Power", destinato anche alla tradizionale replica del 31 dicembre) ed una nuova black comedy, in anteprima assoluta ("Patto col Diavolo", che rientrerà in abbonamento nel mese di febbraio 2022).
Da segnalare poi, come di consueto, la presenza in cartellone alcuni tra i migliori nomi del Teatro italiano: Maurizio Micheli, Debora Caprioglio, Marco Falaguasta, Nathalie Caldonazzo, Pietro Longhi, Gaia de Laurentiis, Marco Marzocca, Stefano Sarcinelli e Antonello Costa; oltre al ritorno, sulle tavole del Dehon, di un classico di Carlo Goldoni, "Gli Innamorati", in un allestimento realizzato dal Teatro Carcano di Milano.
Infine, segnaliamo come le coordinate di programmazione abbiano tenuto conto della necessità di sostenere artisti e tecnici del territorio: oltre naturalmente ai componenti della Compagnia Teatroperto, saranno presenti sul palco di via Libia le storiche band Bononia Sound Machine e Baou Tribe (che rientrano nella rassegna "Teatroaperto... Che spettacolo! - segnali di vita da Bologna"), i comici dell'ormai storico "Costipanzo Show" ed Andrea Santonastaso, prodotto dalla realtà sanlazzarese del Teatro dell'Argine per la regia di Nicola Bonazzi: un'interazione tra realtà limitrofe che speriamo possa rappresentare l'auspicio migliore per la stagione che va cominciando.

Il Direttore Artistico
Piero Ferrarini

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Lettera postuma ad Antonio Salines

Caro Antonio,

ho avuto la fortuna di poterti conoscere abbastanza a lungo e sufficientemente bene, e so che non avresti gradito un elogio funebre stylé e conforme ai crismi. Del resto, tu eri un irregolare per natura - ogni vero artista dovrebbe esserlo! -, refrattario ai luoghi comuni, alle scorciatoie di comodo. Alle carrettelle che strappano l'applauso, sulla scena come nella vita, hai sempre preferito la classe del recitare vero. Nobile. Profondo. Elegante.

Ho spesso immaginato mio padre Guido, che per tanti anni ti è stato amico sincero e devoto - come forse solo in nome del sentimento d'una comune appartenenza ontologica si può essere -, alla stregua di un capocomico all'Antica Italiana, la sopravvivenza attualizzata di uno di quegli Zanni che popolarono le piazze ed i mercati d'Europa nel Cinquecento. Tu invece hai sempre avuto, ai miei occhi, la maestà noncurante d'un istrione della Roma antica; e mi colpiva il candore (autentico) con il quale schermivi una formidabile, straordinaria capacità interpretativa sino a farla apparire come la cosa più scontata del mondo.

Come si dovrebbe fare in questi casi, vorrei scrivere dei tuoi meriti e descrivere i tuoi incontri "importanti"; invece, preferisco ricordare un tuo progetto, che credo dica molto dell'uomo che eri: avresti voluto adattare per lo schermo un bel racconto gotico di Anne Crawford, che ha per protagonista una donna-vampiro. Penso che quell'immagine di una seduttività infera, pericolosa ed abissale riverberasse la fascinazione profonda che su di te esercitava l'elemento lunare, il vero rovescio della tua maschera artistica, che del resto coincideva alla perfezione con la fluidità della complessione astrale Cancro tua propria.

Sono molti i momenti trascorsi insieme che non dimenticherò mai, Antonio; sono tanti i consigli che mi hai dispensato nel corso degli anni e che conservo gelosamente nel mio "baule" di teatrante, in attesa di trasmetterli a mia volta (credo che questo meccanismo si vada sotto il nome di "tradizione", ma non ne sono sicuro). Vorrei fermarmi ancora un po' qui con te, ma tra pochi minuti devo iniziare una prova del nuovo spettacolo, anche se ho le lacrime agli occhi.

Sono sicuro che capirai.

Piero

P.S.        Quando incontri mio padre, portagli un applauso da parte mia.

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Palcoscenici Metropolitani agg

CONVENZIONE PALCOSCENICI METROPOLITANI
I residenti dei Comuni convenzionati potranno accedere agli spettacoli in cartellone con uno sconto fino al 50% sul biglietto. I Comuni convenzionati, ad oggi, sono: Baricella, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Loiano, Malalbergo, Marzabotto, Monghidoro, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, Sala Bolognese, Vergato. Per avere maggiori informazioni sul progetto Palcoscenici Metropolitani o fare richiesta di convenzione visitare la pagina dedicata: progetto Palcoscenici Metropolitani.

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 LOGO SANO E PURO DEFINITIVO 1
Questo locale è sanificato e purificato con sistema bi-zona.
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Sito ufficiale del Teatro Dehon di Bologna
Centro Culturale Teatroaperto Soc. Coop. Impresa Sociale – Teatro Dehon - Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna
Biglietteria e uffici 051.342934 , Via Libia 59 - biglietteria@teatrodehon.it
Orari Uffici: Dal lunedì al venerdì | ore 9 -13 e 15 -19
Biglietteria: Dal lunedì al sabato | ore 15 - 19

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